“Se io dovessi morire tu devi vivere per raccontare la mia storia”. Le parole tratte dall’ultima poesia di Refaat Alareer, poeta e attivista palestinese ucciso nella Striscia di Gaza, da un attacco mirato israeliano, il 6 dicembre del 2023, firmano le pagine del sito di Nazra Palestine Short Film Festival e mettono bene in chiaro il suo intento. Il cinema è questo: raccontare storie e arrivare alle persone, ma anche immaginare nuove prospettive e provare così a costruire scenari futuri. Insieme. Di certo questa volontà e questa convinzione accomunano il Glocal e Nazra, dall’arabo “sguardo”. Un evento itinerante nato nel 2017, con l’obiettivo di sostenere e diffondere la cultura della Palestina, raccontando le storie dei e delle Palestinesi e conservandone la memoria, minacciata sin dal 1948 e soprattutto oggi.
Giunto alla sua sesta edizione, il Nazra Palestine Short Film Festival dal 2024 ha costituito, nel proprio programma, una sezione che mette un accento sul presente più scomodo e che, secondo noi, non si può ignorare. Gaze on Gaza raccoglie reportage provenienti dalla Striscia e dalla Cisgiordania: frammenti di realtà che, attraverso il linguaggio del cinema, compongono un mosaico di testimonianze. Un racconto corale che restituisce la drammatica quotidianità palestinese – la distruzione, la perdita, l’orgoglio di un popolo che continua a resistere e a raccontarsi – ma anche la memoria viva e le impronte di un passato che continua a chiedere ascolto.
Nel 2025 il Glocal Film Festival accoglie Gaze on Gaza all’interno della sezione From Local to Global, spazio dedicato a racconti che, pur radicati in un contesto specifico, sanno parlare al mondo intero. Cinque cortometraggi, prodotti durante il 2024 nella Striscia di Gaza assediata, che rappresentano testimonianze del genocidio in corso, di vita quotidiana, di lotta e dolore, ma anche di voglia di vivere, capacità di risollevarsi e non darla vinta alla guerra di logoramento, di memoria e di amore. In questa prospettiva, la collaborazione con Nazra rappresenta un gesto necessario di vicinanza e di responsabilità: un invito a guardare, ascoltare, condividere. Perché oggi più che mai, di fronte a un dolore collettivo che ci riguarda tutti e tutte, il messaggio è uno solo: let’s act together!
